Qualità della vita ed emergenza covid-19: PRIMA PARTE

6 aprile 2020

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Abbiamo proposto e diffuso un questionario di autovalutazione COVID-19 VS SALUTE da giovedì 26 marzo a martedì 31 marzo 2020, con invito a partecipare a un progetto di ricerca finalizzato a comprendere l’impatto della quarantena e del lavoro emergenziale causato dal Coronavirus sulla salute mentale e la qualità della vita.

L’obiettivo è stato quello di scattare una fotografia al nostro stato di benessere per valutare cosa è cambiato nelle nostre abitudini e nel nostro modo di percepire il mondo.

L’indicazione era di rispondere alle domande senza pensarci troppo, facendo riferimento alle ultime due settimane.

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Descrizione dei dati raccolti

Il periodo cui i dati raccolti fanno riferimento, vede una distribuzione non omogenea della pandemia in Italia.

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Immagine fornita da Redazione Open

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Possiamo parlare di una gravità, di uno stato di emergenza e di lutto maggiore al nord Italia, rispetto al centro e al sud.

A livello istituzionale il 22 marzo 2020 è stata emanata ordinanza del Ministro dell’interno e del Ministro della salute recante “ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da CO-VID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale” modificato dal decreto ministeriale del 25 marzo 2020 numero 19 (firmato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte) che ha decretato, tra le altre cose, la sospensione di tutte le attività produttive industriali-commerciali e il divieto di spostamento in un comune diverso, efficaci fino al 3 aprile 2020.

Il 28 marzo 2020 e’ stato disciplinato l’ingresso nel territorio nazionale tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario e terrestre.

Facciamo dunque riferimento ad un periodo in cui l’Italia è colpita da un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale, definita come epidemia da COVID-19 (dichiarata dall’Organizzazione mondiale della sanità, OMS, il 30 gennaio 2020) e dalla conseguente riduzione della libertà di spostamento. Libertà limitata progressivamente e prorogata ulteriormente.

Il questionario di autovalutazione COVID-19 VS SALUTE è stato costruito ad hoc, per la rilevazione dello Stato di Benessere Psicofisico delle persone in emergenza Covid-19.

Il Costrutto teorico alla base del questionario è lo stress percepito considerato come “la percezione di ognuno di noi di fronte a delle situazioni di vita quotidiana e la nostra reazione in risposta a questi avvenimenti, che possono essere percepiti come destabilizzanti e possono quindi creare uno stato di rischio per noi.” (Cohen et Williamsson, PSS10.1994).

Nella valutazione dello stress percepito risultano fondamentali le strategie di coping ovvero, il risultato del confronto tra le “richieste esterne” e le “abilità individuali” (Edwards. 1988. Stress e Coping)..

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METODO DELLA RICERCA

Partecipanti

I partecipanti all’indagine sono 716 di età compresa tra 11 e 74 anni (71% donne), provenienti dall’Italia (vedi grafico n1 e vedi grafico n2). I partecipanti sono stati selezionati da un campione di 730 persone. Sono stati esclusi dal campione 5 partecipanti che hanno risposto e vivono attualmente all’estero e 9 che non hanno aderito alla richiesta iniziale di consenso informato. Poiché il questionario è stato proposto liberamente a tutta la popolazione, hanno potuto parteciparvi anche i minorenni, previo consenso da parte dei genitori.

Procedura 

Prima di diffondere il questionario alla popolazione, abbiamo sperimentano versioni alternative su piccoli campioni (Test di alternative) per raccogliere elementi utili a valutare completezza, chiarezza e gestibilità del questionario.

Ultimata la fase di controllo e definizione, il questionario è stato diffuso on-line. Questa scelta ci ha permesso di raggiungere una più ampia porzione di popolazione e di estendere la valutazione ad un territorio che non fosse esclusivamente quello toscano (regione nella quale esercitiamo come Psicologhe).

Gli strumenti di diffusione scelti sono stati, Facebook, Instagram e WhatsApp considerandoli come maggiormente fruibili ed accessibili ad un’alta variabilità di soggetti.

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Strumento 

La prima parte del questionario è dedicata a domande volte ad indagare lo stato anagrafico e contestuale. 

Nello specifico sono state chieste le principali variabili socio anagrafiche (età, genere, livello di istruzione, regione in cui sta vivendo) e variabili legate al contesto:

per “nucleo abitativo” è stato chiesto se il partecipante vivesse anche con persone con disabilità e/o con persone anziane (vedi grafico n3);

per “situazione lavorativa” è stato chiesto lo stato lavorativo attuale (vedi grafico n4);

per “tempo libero” è stato chiesto come viene gestito il proprio tempo libero, (vedi grafico n5);

per “percezione dello spazio” è stato chiesto quanto si ritenesse adeguato lo spazio in cui sta vivendo (vedi grafico n6).

La seconda parte ha previsto 13 item (richieste) con risposta su scala Likert a 5 punti (da “non so” a “molto”), volte a valutare lo stress percepito.

In particolare, vengono valutati i cambiamenti che l’individuo sta sperimentando, la preoccupazione, sia per la salute che per valori legati al contesto sociale e allo stato emotivo.

Infine, è stata posta una domanda con modalità di risposta aperta, per una valutazione qualitativa, in cui veniva chiesto: “Qual è la cosa che più desideri in questo momento e/o c’è un bisogno che desideri comunicarci? Come vorresti che ti aiutassimo in quanto Psicologi?”

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Analisi dei dati e risultati preliminari

Prima di presentare i risultati delle analisi effettuate al fine di indagare l’obiettivo principale di questa ricerca, sono state effettuate delle analisi di frequenze per avere un quadro completo della situazione del campione complessivo. 

In un secondo momento, per indagare le relazioni tra i valori delle variabili socio-contestuali, sono state analizzate le correlazioni.

Utilizzando l’analisi delle frequenze è emersa una percentuale molto alta di persone la cui situazione lavorativa è in stand-by: studenti, disoccupati, in attesa di riprendere a lavorare, pensionati (vedi grafico n4). La situazione lavorativa risulta negativamente correlata con il tempo libero. Questo risultato suggerisce che chi si trova in una condizione lavorativa di attesa o è studente o in pensione, riesce a gestire peggio il proprio tempo libero. 

È stato inoltre chiesto ai partecipanti di indicare come gestiscono/organizzano il proprio tempo libero, indicando tra 5 risposte possibili dal “Non riesco assolutamente ad organizzarmi” a “Sono riuscita/o ad organizzarmi e sono impegnata/o per gran parte della giornata”. 

La maggior parte delle persone sta riuscendo a gestire il proprio tempo libero (vedi grafico n5).

Il tempo libero, inoltre, risulta correlare positivamente con l’età, ovvero, all’aumentare dell’età migliora la gestione del tempo libero. 

Un dato importante viene fornito dalla richiesta di esprimere la propria percezione sull’adeguatezza dello spazio abitativo (vedi grafico n6) la quale, risulta positivamente correlata con il tempo libero. Questo dato suggerisce che chi percepisce lo spazio della propria abitazione più adeguato riesce a gestire meglio anche il proprio tempo libero.

I dati riguardanti il cambiamento dello stile di vita e percezione dello stress risultano alterati nell’intero campione. 

Nello specifico, i risultati mostrano che la maggior parte dei partecipanti ha subito abbastanza cambiamenti nel sonno e nel tempo trascorso online (vedi grafico n7 e vedi grafico n8) nonostante vi sia un feedback positivo sulla percezione di isolamento (vedi grafico n9).

 

Discussione e conclusioni

L’obiettivo di questo primo lavoro è quello di presentarvi un quadro generale, emerso dalla raccolta dei nostri dati.

Grazie alla modalità di diffusione del questionario online, siamo riuscite a raggiungere più di 700 partecipanti e questo ci ha consentito di riuscire a costruire una “storia” geograficamente ampia del momento che tutti stiamo vivendo.

Questi risultati preliminari mostrano un quadro più descrittivo dei dati raccolti.

I risultati suggeriscono che sono in atto dei cambiamenti, più o meno significativi.

Abbiamo visto che la maggior parte delle persone vive una situazione lavorativa in stand-by, e questo induce a diversi cambiamenti della quotidianità e delle proprie abitudini.

Risultati interessanti sono visibili rispetto alla gestione del tempo libero che, sebbene risulti essere adeguatamente gestito dalla maggior parte dei partecipanti, è fortemente influenzata da fattori come l’età e la percezione di adeguatezza degli spazi in cui l’individuo sta trascorrendo la quarantena.

Sembra, infatti, che con l’aumentare dell’età migliora la capacità di organizzazione del tempo libero. Questo potrebbe trovare spiegazione nel fatto che, mentre nel mondo adulto il tempo libero è considerato un momento individuale in cui ci si può rilassare o semplicemente rompere la routine, per l’adolescente il tempo libero è inteso come momento per rilassarsi e per identificarsi con un gruppo fuori casa, fuori dal controllo dei genitori, fuori dalle regole della scuola, avendo la possibilità di ritrovare e cominciare ad essere se stessi. 

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“Per gli adolescenti il tempo libero diviene l’occasione migliore (forse addirittura l’unica) per cogliere la loro nuova identità, per impiegare le loro energie interiori in qualcosa di soddisfacente. Esso presenta una serie di situazioni che costituiscono i “luoghi” privilegiati nei quali gli adolescenti costruiscono se stessi, interpretandoli come indicatori di crescita, di autonomizzazione, di espressione di sé e, in definitiva, come tentativo di definizione dell’identità” (U. Fontana – Tratto da una inchiesta su 5.000 adolescenti di tutta Italia promossa dai salesiani del Cospes).

Lo stesso risultato è stato ottenuto per gli spazi, ovvero, percepire gli spazi come abbastanza o molto adeguati, quindi non sentirsi costretti, chiusi in un ambiente troppo piccolo, fa sì che si riesca ad applicare una migliore organizzazione del tempo libero.

Inoltre, notiamo che, sebbene siano in atto cambiamenti di abitudini e routine personali, il 43% del campione risponde di non sentirsi isolato e chiuso in se stesso.

Da questa questa prima analisi dei dati emerge come la fascia di età più in difficoltà, e di conseguenza a rischio di subire danni psicologici dalla quarantena, sono i giovani. Per loro sembra essere messo a rischio il processo di emancipazione inteso come il raggiungimento di un’autonomia interna, l’individuazione, la differenziazione, la strutturazione di una propria identità e personalità. 

Ostacolare questo fondamentale passaggio nella nostra vita (in questo momento dall’impossibilità di frequentare i propri “luoghi” e il proprio gruppo amicale), può portare l’adolescente a sentirsi inutile, impotente, talvolta tormentato da sensi di colpa, provare vergogna o disperazione.

Presteremo dunque molta attenzione a questa fascia di età con l’intenzione di strutturare una adeguata risposta a questa momentanea ma significativa perdita.

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Nel prossimo articolo discuteremo i primi risultati sulle variabili di stress percepito.

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Autori

Dr.ssa Chiara Di Vanni – Psicologo e Psicoterapeuta Ordine Toscana 5432

Dr.ssa Manuela Crupi – Psicologa Ordine della Toscana n. 7918 -A

Dr.ssa Oriana Incognito – Psicologa Ordine Regione Siciliana n. 7765-A

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Bibliografia

Cohen, S., & Williamson, G. M. (1991). Stress and infectious disease in humans. Psychological Bulletin, 109(1), 5–24.

Edwars.J. R. 1988. The Determinants and Consequences of Coping whit Stress. Chapter 8.  Edit. by C. L. Cooper and R.Payene. John Wiley  & Sons Ltd.

Sitografia

https://www.in-psychology.it/stressmodelli-teorici/

http://utenti.quipo.it/giulianovettorato/varie/TEMPLiB.htm

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Di seguito altri articoli:

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