Qualità della vita ed emergenza covid-19: analisi qualitativa dei bisogni – QUINTA PARTE

10 aprile 2020

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Questo quinto articolo è dedicato all’analisi della distribuzione delle frequenze delle risposte: “Qual è la cosa che più desideri in questo momento e/o c’è un bisogno che desideri comunicarci? Come vorresti che ti aiutassimo in quanto Psicologi?”.

Ultima domanda del questionario di autovalutazione COVID-19 VS SALUTE (diffuso dal 26 al 31 marzo 2020)..

La scelta di proporre una domanda aperta alla fine del questionario, ci ha consentito di indagare sui bisogni della popolazione nel contesto di emergenza COVID-19.

Il concetto di bisogno (mancanza di qualcosa che sia indispensabile o anche solo opportuna, o di cui si senta il desiderio) è strettamente interconnesso con la motivazione che indica il movimento e la spinta verso qualcosa che diventa motivo del nostro agire e del nostro comportamento (dal latino “motus”).

Cos’è che ci spinge, che ci muove verso la realizzazione se non la sostanza stessa dei bisogni? I nostri bisogni generano un movimento atto al raggiungimento della soddisfazione del bisogno stesso.

La motivazione ci consente di modificare il nostro comportamento verso una direzione che può essere più o meno consapevole. E’ quell’elemento che permette di allenarci costantemente per raggiungere un obiettivo sportivo; di dedicare buona parte della giornata allo studio per ottenere un buon voto o per arricchire la nostra conoscenza; di alzarci la mattina per andare a lavorare; di metterci costantemente in discussione per essere buoni genitori; ecc..

Il bisogno ci attiva, la motivazione genera il movimento che spinge all’azione. Raggiunta la gratificazione aumentiamo la nostra motivazione modificando, in itinere, i nostri bisogni. Questo processo circolare è strettamente collegato alla formazione e all’evoluzione personale.

Una definizione chiara ed esaustiva di Motivazione, Bisogni e Personalità ci è stata fornita da un grande maestro della psicologia: Abraham Maslow (1943).

Maslow descrisse quella che ancora oggi è conosciuta come la Piramide dei Bisogni.

piramide di Maslow

Illustrazione: piramide di Maslow da prometeocoaching.it

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L’analisi della domanda domanda aperta, di cui discutiamo in questo articolo, è stata effettuata sulla base del costrutto teorico della piramide dei bisogni di Maslow.

La piramide distingue bisogni di base e bisogni avanzati.

È necessario soddisfare le esigenze di base prima di procedere a soddisfare le esigenze di livello superiore. 

Una volta che i bisogni fisiologici, di sicurezza, appartenenza e stima sono stati ragionevolmente soddisfatti, si può essere in grado di raggiungere il livello più alto chiamato auto-realizzazione.

Ogni persona è capace e ha il desiderio di avanzare verso il livello di auto-realizzazione. Sfortunatamente, i progressi sono spesso interrotti dal mancato rispetto delle esigenze di livello inferiore.

Le esperienze di vita tra cui un periodo di emergenza globale che comporta restrizioni alla libertà, la perdita del lavoro, l’incrinarsi dei rapporti personali, possono far fluttuare un individuo tra i livelli della gerarchia.

Se non abbiamo soddisfatto i bisogni di un livello più vicino alla base della piramide, non riusciremo a motivare noi stessi abbastanza per inseguire i bisogni vicini alla punta della piramide. 

Il che non significa che non proviamo anche i bisogni più alti, che saranno anch’essi lì a spingere per essere soddisfatti, ma la motivazione necessaria per soddisfarli ci mancherà, perché è concentrata sui bisogni primari.

La piramide di Maslow include (dalla base della piramide alla punta): 

  • bisogni più vicini al nostro istinto di sopravvivenza che includono il bisogno di cibo, acqua, sonno, vestiti, sesso, equilibrio psicofisico e riparo. La necessità che il corpo lavori all’unisono per realizzare il compito della sopravvivenza di base. Una parte del cervello umano, chiamato ipotalamo, svolge un ruolo importante nel mantenere il corpo regolato controllando il termostato del corpo, che è controllato dal rilascio di diversi ormoni chiamati gonadotropina;
  • il bisogno di sicurezza riguarda una necessità più psicologica. Le esigenze di sicurezza possono essere diverse per ogni individuo, a seconda del momento di vita. Spesso, per gli adulti, questa esigenza può essere di natura economica, come ad esempio in seguito alla perdita del lavoro. In momenti di emergenza globale, ci blocchiamo a questo livello di necessità. La paura può ostacolare la capacità di passare ai bisogni più avanzati della piramide;
  • la dimensione sociale riguarda la necessità di essere importanti per qualcuno, di dare e avere amore dal gruppo di lavoro, dalla famiglia, dagli amici, dalla relazione sentimentale;
  • i bisogni legati alla nostra autostima includono il bisogno di essere riconosciuti per le nostre qualità, stimati dal prossimo, valorizzati per i nostri sforzi, rispettati per quel che siamo, essere indipendenti, raggiungere un certo status e prestigio; 
  • una volta soddisfatti tutti i bisogni inferiori, l’essere umano trova la giusta motivazione per andare oltre. Emerge a questo punto il bisogno di sviluppare ed affinare i nostri talenti e di realizzare obiettivi di vita importanti. Spesso, a questo livello, l’individuo si dedica all’altruismo, alla comunione col mondo e alla propria crescita nella dimensione spirituale.

La piramide è ulteriormente suddivisa in necessità base o bisogni primari (fisiologici e sicurezza); necessità psicologiche, relazionali, sociali o bisogni secondari (appartenenza e stima); bisogni del sé o bisogni terziari (auto-realizzazione).

Illustrazione: https://catania.liveuniversity.it/2017/04/16/universita-piramide-maslow-metodo-studio-superare-difficolta/

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Indagine 

Lo scopo principale di questa parte della ricerca è stato di studiare in modo misto (qualitativo e quantitativo) i bisogni espressi dai soggetti, in relazione alle scale misurate dal questionario (Preoccupazione, Cambiamento, Stato emotivo).

Rispetto alla domanda: “Qual è la cosa che più desideri in questo momento e/o c’è un bisogno che desideri comunicarci? Come vorresti che ti aiutassimo in quanto Psicologi?” abbiamo analizzato 585 risposte ed eliminato dall’indagine 131 risposte (“No”, “Non so”, “Non ho bisogno di niente”, “Nulla”, Sto bene”, consigli sul questionario e ringraziamenti).

Abbiamo suddiviso le risposte in bisogni primari, secondari, terziari.

La valutazione delle risposte è stata svolta da giudici indipendenti, il cui grado di accordo è stato tra il 95% e il 99%. In presenza di disaccordi, questi sono stati discussi e risolti.

L’analisi delle frequenze dell’intero campione mostra una regressione generale dei bisogni verso quelli primari (grafico 1). Si evidenzia una differenza significativa tra i bisogni primari e gli altri. Differenza più marcata tra bisogni primari (fisiologici e di sicurezza) e terziari (bisogni del sé, auto-realizzazione).

Nello specifico, il bisogno maggiormente espresso in questo periodo di emergenza mondiale, risulta essere quello di sicurezza (grafico 2).

Abbiamo suddiviso le risposte rispetto alle scale Preoccupazione, Cambiamento, Stato emotivo.

Le scale sono state rispettivamente divise in “alto”(la parte del campione che ha evidenziato alti livelli di preoccupazione, significativi cambiamenti, stato emotivo alterato) e “basso”(parte del campione con bassi livelli di preoccupazione, pochi cambiamenti, stato emotivo stabile). 

Il grafico 3 mostra i risultati della distribuzione delle frequenze per la scala Preoccupazione e ci permette di apprezzare una differenza significativa in entrambi i gruppi (ALTO-BASSO) tra i bisogni primari e quelli terziari. La differenza diventa più evidente rispetto la soddisfazione dei bisogni terziari. 

I soggetti meno preoccupati, si orientano maggiormente sulla soddisfazione dei bisogni di auto-realizzazione. Parallelamente, chi mostra alti livelli di preoccupazione, mira maggiormente alla soddisfazione dei bisogni fisiologici e di sicurezza.

Il grafico 4 ci permette di osservare come il gruppo che in questo periodo è sottoposto in maniera minore al fattore cambiamento, è più concentrato verso i bisogni secondari e terziari (sociali e del sé) rispetto al gruppo soggetto a maggiore cambiamento.

Il grafico 5 mostra come una maggiore alterazione dello stato emotivo, porta alla necessità di soddisfare i bisogni più basici. Parallelamente, uno stato emotivo meno alterato aumenta la ricerca della soddisfazione dei bisogni più alti. Un dato interessante, in questo caso, è anche il bisogno sociale (di relazioni e stima) maggiormente espresso da chi ha un livello emotivo alterato, rispetto a chi ha livelli più bassi.

<<Quante cose abbiamo da soffrire>>

così come abitualmente si dice: <<Quante cose cose restano da fare>>

R.M. Rilke 

 

L’attuale emergenza ha portato tutti noi, seppur con intensità diversa, ad una regressione verso i bisogni primari (fisiologici e di sicurezza).

La regressione coinvolge significativamente le persone che sono maggiormente preoccupate, impegnate nel cambiamento ed emotivamente provate.

Maslow ci spiega che la specie umana ha bisogni istintuali e bisogni supremi. Se non soddisfiamo i nostri bisogni, saremo condannati ad essere meno di ciò che siamo, limitati nella dignità, contratti nella nostra stessa essenza. 

I bisogni negati o repressi, di fatto, ci impediscono di raggiungere autoresponsabilizzazione che “è motivata dalla crescita e non dalla mancanza di qualcosa” (Maslow, 1954).

In questo momento tutti noi stiamo vivendo una forma di blocco o di resistenza alla nostra connaturata capacità di crescita, ma altrettanto, sentiamo la mancanza di “qualcosa”. E’ proprio la mancanza di questo “qualcosa” che ci porta indietro nel soddisfacimento dei nostri bisogni.

Se è pur vero che la sicurezza e la salute sono i due cardini sui quali si sta muovendo questo momento storico, l’esperienza individuale è disegnata e segnata dal nostro essere, dalle nostre possibilità di far fronte all’evento e dalla capacità di stare in e con noi stessi.

Uno dei punti salienti della teoria presentata da Maslow è costituito dal valore positivo attribuito agli istinti. Egli rileva che vi sono istinti specificamente umani che chiedono di essere espressi e soddisfatti.

Istinti che la cultura spinge a incanalare o soffocare, poiché richiamo di una biologia animale da cui prendere le distanze. 

Maslow con “Motivazione e Personalità” (1954) propone la rivalutazione degli istinti. Senza di essi l’istintualità si esaurisce, l’energia vitale si blocca ed insorge la malattia che si alimenta della perdita della propria natura animale.

Secondo Maslow il bisogno di sicurezza, di conoscenza, di amore ricevuto e dato, è importante come lo è il bisogno di saziare la fame. “Il desiderio di conoscere e quello di capire sono essi stessi conativi, cioè hanno il carattere di produrre sforzo; essi sono costitutivi della personalità così come lo sono i desideri”.

In questo momento caratterizzato dalla “stasi”, da un freno a mano che è stato tirato mentre la nostra auto procedeva in avanti, cosa significa per noi fermarci, ascoltare, non avere intorno tutto ciò che fino a ieri ci aveva mantenuto in uno stato di apparente “pieno”, di apertura, di vitalità?

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Succede che i bisogni negati emergono, si mostrano con tutta la loro forza e potenza e non c’è più lavoro, uscite, palestra, aperitivo che tenga.

C’è il cibo, ci sono i social, le pulizie, il lavoro da casa, ma non bastano a non sentire che qualcosa di profondo sta emergendo e la nostra paura sta parlando.

Quando parliamo di bisogno di sicurezza e protezione l’emozione che viviamo è  la paura, emozione che avvolge questo sentire e si trasforma in tristezza, angoscia, ansia, tensione, solitudine piuttosto che, irritabilità, agitazione, rimpianto.

Abbiamo bisogno di essere rassicurati perché siamo impotenti davanti a questa situazione, nuova per tutti noi. Abbiamo bisogno di conforto, ascolto, sicurezza perché molti di noi adesso sono soli davanti a loro stessi, davanti ai propri limiti e bisogni, troppo spesso negati.

Ascoltarsi, ascoltare, essere indulgenti con se stessi, saper chiedere aiuto, sono il terreno  nel quale muoversi in questo stop, in questa grande possibilità che abbiamo di donare tempo, ascolto e amore a noi stessi.

Resilienza è ciò di cui abbiamo bisogno: resiste agli urti improvvisi senza per questo spezzarci.

Questo è valido sia per chi sta vivendo una regressione verso i bisogni cosiddetti primari che per chi sente di poter adattarsi e gestire questa situazione.

Coloro che hanno fiducia nelle proprie possibilità e capacità, riescono a gestire i sentimenti di impotenza e di paura che questa situazione d’emergenza ha creato. Coloro a cui manca fare sport liberamente all’aria aperta, andare a fare una scarpinata in montagna, fare un giro in moto, piuttosto che una nuotata al mare o godere e stupirsi di un cielo stellato.

Anche loro, tutti noi abbiamo bisogno di contattare e valorizzare la nostra resilienza, di attraversare, vivere e uscire trasformati da questa esperienza.

Tutti dobbiamo fare i conti con il prolungarsi in maniera indefinita di questo nuovo stato, improvviso, impetuoso, sconosciuto. 

Il fatto di essere “sulla stessa barca” ha i suoi pro e i suoi contro: non siamo soli ma non abbiamo neanche un punto di riferimento saldo, qualcuno che può ergersi a mentore.

Lo stato di allerta si prolunga ormai quasi da settimana a settimana e questo è il terreno in cui l’ansia emerge e fa da padrona.

Anche noi psicologi ci stiamo preparando, aggiornando, formando, tutelando, in questo periodo perché la situazione è diversa, è particolare, è nuova per tutti e ci coinvolge tutti.

Dobbiamo essere pronti ad accogliere l’ansia dell’altro per una situazione di disagio che stiamo vivendo anche noi (e questo vale anche per i genitori, amici, amanti, figli, caregivers).

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Vorremmo lasciarvi con le parole di un autore a noi molto caro:

“Per la millesima volta lotti per una risposta, lotti per il senso del tuo dolore, del tuo sacrificio – per il senso del tuo lento morire.

In un’ultima impennata contro lo sconforto di una morte che ti è davanti, senti che il tuo spirito squarcia il grigio intorno a te, e in tutto quest’ultimo slancio  senti come lo spirito evade da tutto questo mondo desolato e assurdo e che alla tue ultime domande sul significato del dolore, risuona da qualche parte un << si >> vittorioso e pieno di gioia. E in quest’attimo – risplende  una luce nella lontana finestra di una fattoria che sta all’orizzonte come un fondale, nel grigio disperato di un albeggiante mattino bavarese – et lux in tenebris lucet, e la luce risplende nell’oscurità”.

Frankl. Uno Psicologo nei Lager pp. 79

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Autori

Dr.ssa Manuela Crupi – Psicologa Ordine della Toscana n. 7918 -A

Dr.ssa Chiara Di Vanni – Psicologo e Psicoterapeuta Ordine Toscana 5432

Dr.ssa Oriana Incognito – Psicologa Ordine Regione Siciliana n. 7765-A

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Bibliografia

Frankl, V. E. (1996). Uno psicologo nei Lager. Edizioni Ares

Maslow A. (1943). A Theory of Human Motivation. Psychological Review, 50: 370-396.

Maslow A. (1954). Motivation and Personality. New York: Harper.

Poston, B. (2009). Maslow’s hierarchy of needs. Surgical Technologist, 41 (8): 347–353. 

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Sitografia

http://www.researchhistory.org/2012/06/16/maslows-hierarchy-of-needs/

http://www.ast.org/pdf/308.pdf

https://auralcrave.com/2019/12/13/la-piramide-dei-bisogni-di-maslow-cose-e-cosa-significa/ 

http://www.psicosintesi.it/pubblicazioni/rivista-psicosintesi/ita/n-6-ottobre-2006

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Di seguito altri articoli:

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