Analisi del fattore “rapporti sessuali” quale bisogno primario

26 aprile 2020

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Si, abbiamo chiesto ai nostri ragazzi di non fare l’amore, di non conoscersi, di non scoprire il corpo e l’anima che vi risiede dentro, di non innamorarsi o se si, di farlo a distanza, perdendo così contatto e conoscenza con la forma più alta e più intima della vita, l’amore e l’orgasmo, la vita e la morte.

In questo momento i siti porno così come il fenomeno del revenge porn vedono un impennata. Non vogliamo qui paragonare la scelta e la possibilità di vedere un film o un video porno al fenomeno attuale del revenge, in quanto, il primo può essere considerato normale e una legittima scelta anche se, è ampiamente documentato che un uso eccessivo di video porno può trasformarsi in una dipendenza comportamentale creando, per altro importanti ripercussioni sulla vita sessuale della persona che ne fa abuso tra cui, problemi di erezione, di performance nei ragazzi, imbarazzo, ritiro, condotte estreme sul proprio corpo per essere come l’attore o l’attrice, senso di impotenza e mentalizzazione estrema dell’atto amoroso.

Negli ultimi anni è stato osservato che l’età della così detta prima volta è nuovamente salita, i ragazzi fanno l’amore per la prima volta intorno ai 18/20.

Diversi studi collegano questo aumento dell’età proprio alla paura legata alla prima volta ma, non la paura che possiamo immaginare, vissuta da tutti noi rispetto al primo incontro con l’altro sesso quanto più, un’ansia da prestazione se non addirittura in alcuni casi una dismorfofobia per il proprio corpo e per il proprio pene, nei ragazzi, legata alla visione unica ed esclusiva di corpi, quelli degli attori, scelti per una performance sessuale.

Ancora, spesso, dopo la tanto fatidica prima volta provano sentimenti di imbarazzo, delusione e frustrazione poiché ciò che avevano visto è diverso da ciò che hanno vissuto. Troppo immersi nella prestazione, nel tentativo di mettere in atto tutto ciò che hanno visto creano in questo modo un ulteriore divario tra ciò che credevano, speravano di essere e la realtà dell’esperienza.

Questi sono i nostri giovani ragazzi che non sono educati alla sessualità, che non hanno ricevuto un’educazione emotiva ed affettiva che credono che il sesso sarà come in un video porno e per renderlo più simile, più vicino a ciò che conoscono lo riprendono, si riprendono, divulgano la loro performance proprio perché è questo per loro il sesso, pura mercificazione del corpo, potenza e possesso.

Non c’è amore, non c’è tenerezza, non c’è imbarazzo in questa sessualità e se già prima del Covid- 19 la situazione dei nostri ragazzi era preoccupante, com’è e come sarà adesso che abbiamo dilatato questo divario tra essere e fare, tra il sentire e il competere.

La sessualità è un argomento del quale non si è discusso e trattato, noi non abbiamo fatto domande a riguardo ed è stato un seguire un flusso, una tendenza. Del sesso non si parla, ancora oggi nel 2020.

Ed è assolutamente comprensibile in un’ottica di emergenza primaria trascurarlo come argomento, ma adesso a distanza di 50 giorni, la sessualità impone di essere chiamata in causa.

Se, le assolute e primarie necessità sono state riguardo la salute, oggi nel concetto di salute va inserita la sessualità, sia il sesso e i bisogni del corpo sia, l’amore, l’intimità dei corpi.

Come abbiamo potuto vedere dall’analisi dei bisogni, discussa nell’articolo precedente, molti di noi stanno sperimentando una regressione verso i bisogni cosiddetti primari, tra i quali il bisogno di sicurezza, e il bisogno di appartenenza (bisogno secondario).

In questo spazio è importante ricordare che tra i bisogni di sicurezza e appartenenza, l’intimità, il calore e la sessualità, intesa come esaltazione del piacere del corpo, vi rientrano a pieno.

Com’è oggi la nostra sessualità, ai tempi del COVID- 19 e come sarà una volta finita l’emergenza?

Sessualità e psicologia hanno sempre mosso grandi passi insieme a partire dalle prime teorie dello sviluppo psicosessuale di Freud, passando per potenza orgastica di Reich, la liberazione dei blocchi emotivi, della cosiddetta corazza caratteriale attraverso il piacere e l’armonia del corpo, anche attraverso la liberazione della propria sessualità, del proprio istinto e desiderio di vita.

Non vi è autore che non si sia occupato e non abbia pensato, in modi estremamente variegati all’importanza della sessualità nella vita dell’uomo e ancora oggi si parla di sessualità come motore alle volte, o come obiettivo in altre, nei percorsi di crescita di sé,  in psicoterapia.

Qual è o quali sono le rinunce alle quali ci stiamo sottoponendo per un bene superiore?, La presenza, il contatto, il calore, bisogni primari nel neonato, le necessità e desideri nell’adulto.

I nostri ragazzi così come i giovani hanno in sé enormi potenzialità e risorse, in loro alberga il seme della resistenza e della resilienza, troveranno il modo per riprendersi lo spazio di cui hanno bisogno, ma è necessario parlarne discuterne con loro e per loro, non possiamo permetterci di avanzare nel silenzio poiché è proprio nel silenzio che si generano i mostri quelli del non sapere, del non poter dire, dell’errore che si poteva evitare.

Se già da diverso tempo l’educazione sessuale e affettiva così come la consapevolezza  e l’espressione del proprio mondo emotivo è stata messa all’angolo dalle istituzione pubbliche che devono, invece, prendersene carico oggi più che mai questo importante aspetto della vita merita di essere messo in evidenza.

Non basterà fare la morale al sesso occasionale, all’uso improprio degli anticoncezionali, alla mancata e autonoma, conoscenza della sessualità e dei sui potenziali rischi se non fatta e vissuta in modo libero ma protetto.

Come aiuteremo, come educheremo i giovani ad una sana sessualità ai tempi del Covid-19, mascherine e guanti non fermeranno di certo il desiderio dell’altro, per citare Lacan.

Forse un fiore blu all’occhiello come ci descrive Agosti nel suo “Lettere dalla Kirghisia” chi lo indossa, è immune al covid chi no, non potrà garantire una sicurezza del suo stato di salute.

Non lo so, noi ci stiamo pensando, ci stiamo confrontando, facciamolo tutte/i e, tutte/i insieme, sosteniamoli ad amare.

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Les enfants qui s’aiment

I ragazzi che si amano

Les enfants qui s’aiment s’embrassent debout

Contre les portes de la nuit

Et les passants qui passent les désignent du doigt

Mais les enfants qui s’aiment

Ne sont là pour personne

Et c’est seulement leur ombre

Qui tremble dans la nuit

Excitant la rage des passants

Leur rage leur mépris leurs rires et leur envie

Les enfants qui s’aiment ne sont là pour personne

Ils sont ailleurs bien plus loin que la nuit

Bien plus haut que le jour

Dans l’éblouissante clarté de leur premier amour

 

I ragazzi che si amano si baciano in piedi

Contro le porte della notte

E i passanti che passano li segnano a dito

Ma i ragazzi che si amano

Non ci sono per nessuno

Ed è soltanto la loro ombra

Che trema nel buio

Suscitando la rabbia dei passanti

La loro rabbia il loro disprezzo i loro risolini

la loro invidia

I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno

Loro sono altrove ben più lontano della notte

Ben più in alto del sole

Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

                                               J. Prevert 1951

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